Prenderò anche un sacco di insulti, ma dire che sono pienamente d’accordo è dire poco.
Sarà che nella città in cui sono cresciuto arrivare a 30-35 anni vivendo a casa con i genitori*, fingendo di dover studiare qualcosa -preferibilmente Giurisprudenza, ché fa tanto figo dalle mie parti, o Scienze della Comunicazione- e andando ogni sera a ubriacarsi ai soliti quattro bar ad aspettare la rituale rissa-tra-ragazzi-per-futili-motivi da commentare è la norma e a me tutto ciò fa abbastanza schifo.
* poi c’è l’alternativa “studiare/poltrire a Roma e tornare a casa ogni week end perché comunque ci trovi chi fa tutto al posto tuo, gratis” che è anche molto gettonata.
Ah, parlo di gente che studia corsi di laurea quinquennali e non lavora/ha figli, chiaramente.